DIEGO BONGIOVANNI

 


AUTOBIOGRAFIA CON IL SENNO DI POI


Si…Lo sò lo sò.

Avrei potuto scrivere pagine e pagine di un autobiografia finta , inutile e piena di eventi mai successi come in realtà fanno tutti.

Dove la parola d’ordine è scrivere di noi quando eravamo bambini , i nostri giochi, i nostri sogni diventati realtà , le nostre esperienze migliori da calendario  e le cose più importanti che abbiamo fatto nella nostra carriera.

Avrei potuto scrivere della mia cucina , iniziata come tutti da lava pentole e pelapatate, per poi diventare rose e fiori, senza nessuna sbavatura e piena di soddisfazioni.

Invece no.

“Con il senno di poi” e con la personalità un po’ strana che mi ritrovo, voglio partire da un momento fondamentale e non così bello della mia vita per provare a spiegarvi chi davvero sono io.

Fin quando tutto è stato positivo , bello , tranquillo, soddisfacente ed io incarnavo il bravo cuoco del bel  ristorante  è andato tutto bene.

La gente mi apprezzava , elogiava e quasi mi faceva sentire quell’angelo che in fondo nella realtà non ero.

Poi, stanco di questa vita monotona, ambigua, alla ricerca costante di essere il migliore e  dimostrare agli altri chi ero, ad un certo punto della mia vita, circa 40 kg fá, guardandomi allo specchio non mi son più riconosciuto nell'immagine di cuoco paffuto e dalla faccia angelica che tutti mi disegnavano ed apparivo.

Dentro volevo essere un cuoco da palcoscenico, con il fisico da modello e quel modo di fare un po' macho ed un po' piacione per catturare l'attenzione del pubblico sperando di riuscire così a raccontare la mia cucina fatta non solo di colori, forme e tecnica ma  di forti emozioni , racconti e un’anima anticonformista.

Ho lavorato duro su me stesso, tanti sacrifici, una dieta ferrea, tanta palestra e km di corsa con la musica a palla per darmi il giusto ritmo, fino a riuscire ad essere quello che ora sono.

Solo la perseveranza e la voglia di rivalsa mi hanno aiutato ad ottenere questo così tanto atteso e desiderato risultato.

Così il traguardo piú pazzesco a cui potessi ambire in quel momento é diventato realtá.

Da ex ciccione a modello il passo mi sembrava davvero lungo, poi, alcune case di moda ed aziende mi hanno scelto a prestargli l’immagine o sfilare  per loro.

A quel punto avevo ottenuto tutto ciò che desideravo  dal mio cambiamento e avrei dovuto essere all'apice della felicitá.

"Con il senno di poi”, però, guardando quei momenti, capisco che la mia mente non ha retto all’urto delle mie grandi aspettative e sono caduto dritto nel buco nero della depressione.

Lá dove sembra non ci sia possibilitá di uscita, dove si vegeta con un grande logorio interno, dove tutto sembra impossibile, dove il giorno é grigio, la notte piena di turbe mentali, il fisico consumato e scarno e la testa difficile da controllare.

Piú ti dibatti e piú affoghi in un mare di merda.

Fin quando qualcuno  ti tende una mano, ti accompagna nelle lunghe ed ardue cure e ti fa capire che con la giusta convinzione e una grande dose di volontá puoi tornare a volare, ad essere, per quel che mi riguarda, il Diego a Colori che ero sempre stato.

Poi, finalmente uno spiraglio di sereno ti fa pensare che hai di nuovo voglia di sorridere.

Mi son ritrovato in sella alla mia Harley, pronto a percorrere nuovamente le strade della vita, ammirando un cielo azzurro come non lo vedevo da tempo con la consapevolezza che “è stato terribile ma ne è davvero valsa la pena”.

L'amore della famiglia, la gioiosa innocenza dei bambini che frequentano i miei corsi e soprattutto la cucina, hanno avuto un ruolo fondamentale nel salvarmi da un fondo così profondo che nessuno vorrebbe mai conoscere. "Con il senno di poi" sono uscito da questa esperienza più forte e ben deciso a perseguire i sogni che quel bambino, irrimediabilmente attratto da ciò che é cucina, crescendo, aveva dovuto accantonare per essere ciò che gli altri volevano che fosse. Qui, ho deciso finalmente di rischiare ed  abbandonare la vita da ristoratore a me stretta, per dedicarmi invece ad una cucina a tutto campo varia e creativa, cercando di trasmettere agli altri attraverso show, spettacoli, teatro , eventi, corsi, scuole, radio, giornali e televisione lo stesso orgoglio che provo io ad architettare nuove creazioni, e sublimi sinfonie di sapori. Ogni volta mi diverto a cercare nuove frontiere ricominciando tutto da capo, rivedendomi nello stesso bimbo pieno di stupore e gioia nel superare i nuovi ostacoli. Sono pronto a ripartire con una valigia di esperienza e di errori piú pesante di prima, ma con tanto posto ancora da riempire durante il mio futuro percorso, con la consapevolezza  di accettare ed apprezzare di più tutte le declinazioni dei Diego che convivono in me.

La mia cucina?

A volte malinconica,

A volte innamorata,

A volte gioiosa,

A volte incazzata.

Un cuoco si deve riconoscere nella propria cucina , si deve sentire , si deve riuscire ad interpretare e ad apprezzare per ciò che é con pregi e difetti , note dolci e a volte salate, acide o oppure amare .

L'importante?

Mai banale!

La mia cucina é l’unico vero specchio di ciò che sono in quel preciso istante senza filtri ne maschere. Dopo questo mio intimo racconto, "Con il senno di poi" capisco davvero quale é stato, cos'è e quale sarà il senso della mia vita. Questo sono io, eterno Peter Pan a volte trasgressivo, a volte tradizionalista, a volte dolce ma con un anima puramente Rock, con ali per volare e radici che mi ricordano da dove sono arrivato, sono un amante della vita, dello spettacolo, delle feste e delle belle donne." Con il senno di poi" vedo il bambino che ero. Mi osserva nel profondo, strizza l'occhio e si complimenta con me orgoglioso di ciò  che ho fatto finora. Nell’orecchio mi sussurra che tanto ho fatto e tanto dovrò lavorare per poter realizzare i miei desideri più grandi continuando a non dimenticare quelli ormai passati. Sará solo un sogno?

Può darsi!  Se però é un sogno, vi prego di non svegliarmi...