TIRAMISÙ DI CASA MIA

Il mio tiramisù

La storia del tiramisù in famiglia

Questo è indubbiamente il dolce più cucinato al mondo e per questo anche il più chiacchierato, savoiardi o pavesini capeggiano l’eterna lotta seguiti da panna si, panna no, albume a neve o niente bianchi e così via.

Anche a casa mia ci sono diverbi in merito, la mia fidanzata è un’accanita sostenitrici dei pavesini, io, come storia insegna utilizzo i savoiardi. Abbiamo fatto quindi una splendida battaglia che potete vedere con il qr code qui di seguito e alla fine, vi dico la verità: hanno vinto entrambi.

Che sia come vuole cucinatelo, metteteci amore, metteteci passione e sono certo che sarà pazzesco!

La mia ricetta

Difficoltà: bassa

Porzioni:3

Tempo di preparazione: 25 min

Tempo di cottura: 10

Ingredienti:

3 uova fresche

100 gr zucchero

300 gr mascarpone

300 gr savoiardi o pavesini

300 ml di caffè

Qb Cacao amaro

preparazione:

in due ciotole dividere gli albumi dai tuorli. Montare gli albumi a neve ben ferma e tenerli al fresco. Montare i tuorli d’uovo con lo zucchero fino a renderli spumosi. Aggiungere ora il mascarpone e con un leccapadelle mescolare bene fino a farlo assorbire e togliere ogni grumo.

Aggiungere l’albume pian piano e mescolare bene fin che non si sarà formato un impasto liscio e senza grumi. Ora iniziare a fare il tiramisù mettendo a strati i savoiardi o pavesini imbevuti nel caffè e strati di salsa fino a completarli completamente. Spolverare con uno strato sottilissimo di cacao amaro.

La sommelier Stefania Bobbio consiglia

Il tiramisù è un dolce che non è legato ad una stagione o ad un momento della giornata, il tiramisù è Italia e per questo è perfetto da consumarsi da solo in qualsiasi momento della giornata, quando siamo stanchi e abbiamo bisogno di una ricarica, quando siamo tristi e necessitiamo conforto e quando siamo felici in compagnia di amici e parenti. Tutto l’anno senza contro indicazioni! Ma se vogliamo che questo tradizionale dolce al cucchiaio raggiunga l’apice della perfezione non possiamo che abbinargli un pregiato Moscato Passito piemontese.

Un vino le cui uve appassiscono direttamente sulla pianta e vengono selezionate accuratamente e vendemmiate tardivamente, infine messe a fermentare in botti di acciaio e, nella maggior parte dei casi, faranno un passaggio in barrique francesi prima di essere messe ad affinare in bottiglia e poi commercializzate.

Dal color giallo oro tendente all’ambrato, con un bouquet di sentori al naso che vanno dalla frutta matura a quella sotto spirito, dal profumo di fichi secchi e agrumi al muschio caratteristico dell’uva moscata, dal biscotto al miele. In bocca è dolce, pieno, ricco e si ritrovano tutti gli aromi già avvertiti al naso, dal finale vellutato ed aromatico.

Il matrimonio tra la dolce crema al mascarpone supportata dal fragrante biscotto inzuppato nel caffè e le note suadenti del moscato passito è decisamente un vero successo!

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